Cogliere la grazia di una tale ora!

"Non siamo mai abbastanza silenziosi, e soli, e pazienti, per accogliere in noi la grazia di una tale ora" R. M. Rilke“Non siamo mai abbastanza silenziosi, e soli, e pazienti, per accogliere in noi la grazia di una tale ora!”

 

 

 

 

 

 

 

 

Chi comprende il vero significato del Natale – del Solstizio d’inverno in realtà – e del messaggio di RI-nascita che esso porta, “sente” che questo è il momento più magico e misterioso dell’anno: il momento in cui possiamo entrare dentro, nel profondo di noi stessi, nel cuore della “terra“.

Non dunque “con chi passi il Natale?” con quale dei tuoi parenti? Quasi fosse un imperativo quello di trascorrere le festività con la famiglia.. Ma chi l’ha detto?

Con chi, appunto, se non con te stesso?

“Non siamo mai abbastanza silenziosi, e soli, e pazienti, per accogliere in noi la grazia di una tale ora!” dice Rainer Maria Rilke in una sua famosa lettera di Natale alla madre..

Natale è dunque l’occasione per compiere una immersione meditativa nell’interiorià di noi stessi, nell’interiorità della terra, della nostra terra.

Dopo, ma solo dopo, possiamo condividere con altri.. che è cosa bellissima ma, se non preceduta da questo momento di profondità e di raccoglimento, rischia di portare al dissolvimento, al disperdimento del sé, del sé più profondo, già messo a dura prova dalla nostra vita di tutti i giorni, dilaniata dalla forza centrifuga. Forza che disperde, allontana, come un astronauta che ha tagliato il cordone che lo lega alla navicella, destinato ad errare, abbandonato nel cosmo..

Facciamo sì – invece – che quel cordone, che ci lega al nostro essere interiore, più profondo, al nostro SIGNIFICATO, sia turgido di palpiti, sia – e resti – traboccante di vita.

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