Il corpo e i suoi miti

 

Le vie degli dei: il mito come traghettatore, dall’identità biologica all’identità divina

Il Corpo Umano porta, inscritta in sé, la storia della sua evoluzione. Esso diviene lo strumento per attingere al suo essere più profondo e contiene il programma per la sua comprensione.

Ciclo di incontri sul tema degli “archetipi nel corpo umano”, secondo la lettura di Annick di Souzenelle e l’antica Medicina Cinese.

 

Le vie degli dei: il corpo e i suoi miti

 

 

“Gli organi del nostro corpo sono dèi. Rimossi, sono divenuti malattie.” J. Hillman 

 

Il “corpo-immagine” non è che una mappa della coscienza: in essa si inscrive il cammino che l’uomo compie nell’evolversi della sua consapevolezza. Il mito è il traghettatore, dall’identità biologica all’identità divina. Annick de Souzenelle

 

Nello sforzo di superare l’insensatezza (carica di significato), “il corpo non è più ridotto alla povertà dell’organismo, ma è il punto in cui si raccoglie una mitologia che, da lì, si espande per l’universo, consentendo al corpo sofferente di esportare, lontano da sé, il proprio dolore” U. Galimberti

 

 

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“Alzati e cammina”, ovvero ergiti sulla forza delle tue “anche”… 

 

… prendi coscienza di chi sei e “verticalizza la tua vita”: è il monito che Gesù rivolge a Lazzaro nel Nuovo Testamento. Le “anche”, come luogo corporeo, divengono simbolo atto a significare un punto di forza, un perno sul quale ergere se stessi per portare se stessi nella vita, per “camminare” nella vita…

Lo stesso luogo corporeo ritorna, nel mito biblico, nella “ferita all’anca” di Giacobbe, quando questi lotta per una notte intera con l’Angelo (o con se stesso) prima di attraversare “il fiume” che porta il suo stesso nome e mentre sta andando a combattere contro il fratello. Qui a significare probabilmente l’”altra parte di sé” che il “fratello” identifica (come sempre, quando nel mito si presentano figure gemellari) e che, non riconosciuta, ci rende feriti e “zoppicanti”. 

Anche nella tradizione Greca ritroviamo un’infinità di riferimenti a luoghi corporei che non possono apparire casuali: si pensi al fegato di Prometeo, al piede di Edipo o quello di Achille, alla Sfinge tetramorfa…

 

Il piede appare sempre come inizio di una storia.

 

 E’ lì che Edipo (il cui nome significa “piede gonfio”) porta impressa la nascita del suo mito quando, bambino, viene appeso ad un albero proprio dal tallone, per ordine del padre Laio che teme il compiersi del destino fatale.

Il piede è luogo corporeo che parla sempre degli “inizi” e del “sostegno” che gli inizi/fondamento danno nel corso della vita: sono collegati al primo Chakras, quello che controlla e garantisce il sussidio materiale, necessario al compiersi del “cammino”.

 

Dalla psicologia all'ontologia

 

Tuttavia, la visione “energetica” e quella “psicologica” del corpo umano sono sottese da una visione ancora più profonda: quella ontologica o gnoseologica.

Se il piede rappresenta l’archetipo degli inizi, del fondamento o, per così dire, il “bambino” nel corpo umano (pous/podòs, che significa Piede in greco, è semanticamente vicino a pàis/paidòs, che significa Bambino), oppure se il fegato è legato al coraggio e alla capacità di ricrearsi (e lo fa, dice la nostra medicina, guarda caso! soprattutto durante la notte, proprio come nel mito di Prometeo) ecco che il piede diviene il luogo corporeo che rappresenta la possibilità di “prendere la spinta” per partire: esso è legato ai reni, organo “seme”, che la Medicina Cinese dice esser “sede della forza vitale”..

Piedi, reni, orecchie… “semi ontologici” che il corpo immaginale, o archetipale, porta con sé, e in sé, a significare diversi “inizi”, a livelli diversi, del cammino.

Corpo Umano, Prometeo

Anche il fegato acquisisce valore ontologico e gnoseologico a partire proprio dalla sua funzione energetica (in MTC appartiene alla loggia del legno): esso diviene “organo di visione” e di pre-visione, come lo stesso nome che nel mito lo rappresenta sembra volerci ricordare!

Prometeo infatti è “colui che vede prima” o “più in là”: significativamente egli è “fratello di Epimeteo”, colui che vede troppo poco e troppo tardi.. marito di Pandora!  Sarà un “caso” che la Medicina Tradizionale Cinese vede il fegato come strettamente legato agli Occhi e alla “capacità di visione”??

 

Ma lasciamo parlare Annick de Souzenelle: 

 

“Mi sono resa conto che, quando si entrava nella dimensione simbolica delle cose, esse parlavano tutte, in profondità, lo stesso linguaggio. Per questo il “Simbolismo del Corpo” mi sembra molto importante da introdurre nella nostra cultura di oggi perché noi abbiamo perso purtroppo questa dimensione simbolica. La medicina ufficiale tratta l’apparenza delle cose e non tiene conto della realtà profonda di cui la malattia è solo l’emergenza.” Annick de Souzenelle

 


 

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