Costellazioni brevi

 

L’essenziale si manifesta immediatamente

“Allenamento alla connessione”. Per farsi sempre più percettivi e consapevolmente “creativi” nella vita…

(dettagli, in aggiornamento alla pagina Eventi)

 

Costellazioni Brevi, Medicina dei Significati

 

“Osservare” è iniziare a “guarire”.

Iniziare a “guarire” è

“passare da un essere a un sapere di essere”

 

 

 

 

 

 

 

Hai più di una scelta e non sai quale direzione seguire? 
Stai vivendo tensioni in famiglia o nelle relazioni con gli altri? 
Ti trovi a vivere spesso le stesse situazioni complicate e non sai cosa fare per interrompere questa dinamica? 

Bene, questi incontri sono perfetti per te!

 

Cosa sono le "costellazioni brevi"?

 

Le “costellazioni brevi” si svolgono a volte nel giro di pochi minuti. Esse permettono una presa di coscienza pressoché immediata delle dinamiche che muovono e degli schemi che sottostanno a tante delle nostre problematiche o domande.

La “messa in costellazione” avviene secondo una modalità essenziale e “condensata”: nel giro di pochi istanti già si configura la rappresentazione di ciò che la nostra coscienza richiede. 

Come sappiamo, è il cosiddetto campo morfogenetico (o campo mnestico, vero e proprio archivio della memoria) a permettere che ciò avvenga.

E’ il Campo che permette di “osservare” quanto accade da una nuova prospettiva e “osservarci”, sulla scena della vita. L’essenziale è qui, e ora, sempre, davanti a noi. 

 

Come funzionano le Costellazioni Brevi?

 

Possiamo formulare una domanda, ma non è strettamente necessario.. Qualcosa “sa già” quello che è opportuno portare a consapevolezza. Capita a volte di formulare una domanda avendone però “nel cuore” un’altra.. e la risposta del campo morfogenetico, naturalmente, non poteva che riguardare quest’ultima!
Ciò che è essenziale si mostra nell’immediatezza. E noi possiamo addestrarci a coglierlo..

Tuttavia, ciò che si richiede, nell’entrare come nell’assistere ad una messa in scena, è una concentrazione non scevra di quella “leggerezza”, o capacità di sorridere, indispensabile se vogliamo riabilitare quel senso di “piacere e bellezza” in grado di portare completezza, sanare o risanare, le nostre vite. Tutto può succedere o non succedere..

I workshop di Costellazioni Brevi sono sperimentali, e destinati a persone che “provano piacere” nello sperimentarsi, appunto, in nuove esperienze. Si possono fare domande e c’è spazio per mettere in costellazione un tema personale o professionale. Va inteso come una sorta di “allenamento” ad entrare ed uscire dal Campo. Per farsi sempre più percettivi e consapevolmente attivi.

La costellazione, che può durare anche solo pochi minuti, non è tuttavia garantita per tutti. Ciononostante a tutti è dato, anche solo nel partecipare alle costallazioni altrui come nell’assistervi, conoscere e riconoscere noi stessi nelle dinamiche da altri oggettivate.

Chi desidera invece fare l’esperienza di una costellazione personale approfondita, ci può contattare personalmente.

  

“Quando si concede a una persona la possibilità di ‘esprimersi’ e quando la si aiuta a parlare, la si fa disegnare, la si lascia rappresentare le scene della sua vita, si riesce a porre termine, a ‘chiudere’ un trauma e un lutto, attraverso un atto simbolico, ultimando così i compiti che erano rimasti irrisolti. Talvolta, quando si viene “ascoltati e capiti” da una persona comprensiva, “contenitiva” ( o da un gruppo con tali caratteristiche) i sintomi scompaiono.. Non solo i propri sintomi, ma anche quelli dei propri figli”. Anne Anceline Shutzenberger, La sindrome degli antenati

 

Osservare è creare

 

E’ il principio di indeterminazione di Heisemberg (il più famoso fra quelli su cui si fonda la fisica quantistica). Tale principio afferma che l’osservatore interferisce costantemente con ciò che osserva, e questo si modifica a seconda dell’intenzione dell’osservatore stesso (per lo più inconsapevole!). Questi diviene, pertanto, il “creatore” del fenomeno stesso.

Tuttavia, ad una attenta analisi, non significa che qualcosa ci impedisce di vedere le cose come sono ma, piuttosto, di consapevolizzare il fatto che, l’atto stesso di osservare è, già, di per sé, una “creazione”.

In un universo non duale, dove non esiste differenza tra la causa e l’effetto, osservare e creare sono la stessa cosa. E’ vero… l'”oggettività” non esiste! Le cose ci appaiono come noi “crediamo” che siano. 

Noi dunque “osserviamo” una realtà che noi stessi creiamo sulla base della nostra consapevolezza, propria di quel dato momento. Il limite è solo coscienziale: l’universo è virtuale e siamo noi che lo “stiamo” creando, nel qui e ora. (eventulamente, cfr. Corrado Malanga, Evideon 3, Comprensione e Guarigione)

L’avvederci del “come noi crediamo che”.. ci permette di iniziare a “credere” – o, meglio, a creare – differentemente, Ma, di certo, con una consapevolezza di volta in volta sempre maggiore!

 


 

curiosità...

 

A proposito di Costellazioni (che non sono sempre necessariamente “familiari”) …

E’ pazzesco pensare a quante risorse possiede il nucleo invisibile del nostro essere..
E dire che abbiamo sempre creduto che la memoria fosse contenuta in una o in un’altra parte del cervello e mai, invece, che questa si trovasse, piuttosto, al di fuori della “scatola”. Le vie neuroglogiche, al momento, non sono in grado di spiegare la trasmissione transgenerazionale (e transpersonale), del tutto inconscia e involontaria.

E come poi poter sostenere che, chi non sa nulla di me, possa “cogliere” elementi sostanziali della mia vita nel momento in cui, disponendosi a rappresentarla, riesce finalmente a “lasciarsi andare”, sospendendo il giudizio (su di sé) e la preoccupazione del “fare”?

A questo assistiamo puntualmente durante la “messa in costellazione” di questo o quel problema. Nessuno sa nulla, eppure “qualcosa” risponde.. e l’essenziale si rivela.

 


 

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