Costellazioni Immaginali

 

L’Arte di pacificare le immagini è l’arte del divenire i “Maestri delle cose”, collegandosi al Mistero della Volontà. Comprendendo, attraverso il mito, le forze che agiscono nella nostra vita per divenirne padroni, ossia artefici del nostro destino.

 

Costellazioni Immaginali - Medicina dei Significati

 

 

“Il mito che soggiace alla genia, come un ologramma è presente in ogni sua parte,

in ciascun membro del clan familiare”

Selene Calloni Williams

 

 

 

Noi siamo i nostri miti.

Da sempre essi raccontano la storia dell’uomo; da sempre, narrandola e rinarrandola, la generano e la rigenerano. Gli dèi sono le forze che agiscono nel mito, le stesse che abitano le nostre vite… J. Hillman

 

La psiche, sorgente del flusso

 

Le Costellazioni Immaginali fanno appello alla visione immaginale, secondo la quale non esiste una realtà oggettiva: il corpo e il mondo sono interni alla psiche. Sono “immagini”, create dalla nostra anima, dalla sua “forza immaginale”. La psiche è, dunque, la sorgente del flusso di realtà.

Tuttavia, la visione secondo la quale noi produciamo la realtà non nega l’oggettività delle cose: viviamo in un mondo “virtuale” – dice la fisica moderna – ma virtuale non significa che non esista… La comprensione della coesistenza e della sinergia degli opposti è alla base della “nuova visione” del mondo, il cosiddetto “nuovo paradigma”.

La materia – lo dice appunto la fisica dei quanti – è priva di sostanza o, come si dice nel buddismo, impermanente. E il mondo che noi percepiamo è, in realtà, una danza: tra il visibile e l’invisibile, tra l’esserci e il non-esserci…

Le Costellazioni Immaginali ti permettono di risolvere e comprendere quali sono i modelli ripetitivi generatori di squilibrio, spesso all’origine di malattie, traumi, fallimenti, sia nell’ambito familiare che lavorativo. Per riconoscere e riscattare gli invisibili legami o “obblighi d’amore”, liberando energie nuove e

La Costellazione è sempre una Rivelazione. Ogni costellazione alla quale partecipi, anche solo come attore non protagonista, è una esperienza di fondamentale arricchimento. Potrai, anche indirettamente scogliere nodi e liberare energie.

 

“La costellazione è un rito di passaggio che consente di liberarci dal potere ipnotico che immagini e racconti trasmessi dal clan familiare hanno sulla nostra mente e sul nostro corpo” Selene Calloni Williams

 

Riappropriarci della realtà

 

La conseguenza di questa visione sta nel fatto che, se la nostra psiche è “sorgente della realtà”, noi possiamo tornare ad essere “creativi” nei confronti di essa: possiamo cioè sviluppare una “percezione attiva” degli eventi, intervenendo alla radice dei processi di creazione. 

Appartenendo alla realtà “virtuale”, le immagini sono fondamentalmente modificabili, ed offrono la possibilità di riprogrammarsi e riprogrammare. 

“La nostra vita non è determinata tanto dalla nostra infanzia, 

quanto dal modo in cui abbiamo imparato ad immaginarla” James Hillman

 

 

Gli avi sono aspetti del divino

 

Nelle Costellazioni Immaginali, gli avi vengono scollegati dalla loro esistenza storica: più che persone realmente esistite, essi sono “immagini che abitano la nostra psiche”: sono spirito, dei, forze archetipiche che agiscono in noi. L’anima è il proiettore di queste immagini che vivono nella nostra parte più profonda, in un eterno qui e ora. Leggi anche: Il Counseling Psicogenealogico ad approccio immaginale

 

 

Il Mito: fusione di Scienza e Poesia

 

I ruoli che noi mettiamo sulla scena della vita, si sono creati nel tempo delle origini, e sono narrati attraverso il mito.

Nel mito c’è tutto: esso è sempre la narrazione di una genesi, di una nascita. Esso racconta il modo in cui le cose sono venute ad essere.

Capita spesso che, in una costellazione, emerga il mito che i membri di una famiglia stanno mettendo in scena e che, trasmesso da una generazione all’altra, condiziona la vita di tutto il sistema. Nel racconto del mito, l’uomo intravvede la sua storia, le sue debolezze, le sue difficoltà, le sue attitudini; in esso cioè, egli si riconosce.

Nell’eroe del mito, l’uomo riconosce se stesso: gli ostacoli da superare sono quelli che la vita quotidiana gli presenta davanti, e le sue gesta sono le azioni con le quali poterli superare. Ciò permette di provare una simpatia per l’eroe, dove simpatia significa condivisione e comprensione; gli consente di immedesimarsi e, quindi, di non sentirsi solo.

James Hillman, uno dei padri della visione immaginale, era solito affermare che, chi riconosce il mito che sta mettendo sulla scena della vita, guarisce. 

Quando, nel corso delle Costellazioni Immaginali, il mito si presenta all’intuizione del facilitatore, egli lo racconta. La narrazione mitica allora porta il costellante e tutti gli astanti in un’altra dimensione. Si attua il passaggio da una piano storico e personale ad un piano metastorico ed universale. Questo fondamentale passaggio permette di trascendere dall’identificazione egoica col proprio vissuto e, soprattutto, permette al costellante di scorgere una nuova visione dei fatti manifestati: egli ottiene una nuova prospettiva, un cambiamento di punto di vista che gli fa scorgere nuove possibilità, e forze, tutte da agire.

Naturalmente, la narrazione avviene attraverso un canale poetico. Poesia (gr. poièo, creo) torna dunque ad essere ciò che realmente essa è: un atto fondamentalmente creativo.

 

“Illusionista, cialtrone, burlone, dice la ragione. Poeta, dice il cuore.

E l’anima si entusiasma” S. Calloni Williams

 

 


 

 

 

 

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