Dal significato della malattia al senso della vita

Medicina dei Significati, Significato della malattia e senso della vita

 

 

 

 

 

C’è un progetto, dietro le nostre vite. 

Occorre operarci per rivelarlo o rammentarlo.
Persino il “pro-blema” è pro-getto di una crescita.
Una crescita di consapevolezza! Loredana Filippi

 

 

 

 

Conferenza di Sabato 4 febbraio 2017

Dal significato della malattia al senso della vita. Leggere i messaggi dei sintomi per “ricordare chi sei”. 

 

Non-senso della vita, non-senso della sofferenza. E’ la straziante assurdità che colora il nostro tempo. Dobbiamo invece insegnare ai nostri giovani esattamente il contrario: tutto è SIGNIFICANTE, denso di vita. E porta con sé un Senso, che è DIREZIONE.
Ma dobbiamo tornare in possesso delle CHIAVI per poter leggere questi “segni”, questi segnali lungo la strada. Dobbiamo convocare la vita, all’incontro con il senso.
Essa verrà, poiché non se ne è mai allontanata…

Tutto nasce da qui: l’essere a un certo punto ha iniziato a domandarsi chi è. Un cosa che gli animali non fanno… Il compito, oggi, è quello di interrogare quella zona d’ombra in cui è presente qualcosa che l’uomo non riesce a ricordare.
L'”attrito”, cui la nostra vita è sottoposta, ci guida a questo interrogarci. Se non ci interroghiamo non andiamo da nessuna parte.
Poniamo dunque la domanda e, senza attender risposta, aspettiamo, svegli, osservando.. osservando.. osservando..

 

L’incontro di sabato 4 febbraio a Milano (incontro ad ingresso libero) introdurrà al grande tema del significato della malattia e della vita e, soprattutto, alla possibilità che l’uomo ha di avvicinarsi al fenomeno dell’esistenza attraverso la facoltà della consapevolezza.

Esistono chiavi di lettura che ci avvicinano a questa comprensione e che purtroppo abbiamo dimenticato. Le antiche tradizioni le riportano, spesso nascoste fra le loro stesse parole.

Per riconquistare questo patrimonio di conoscenza (e di coscienza) non dobbiamo leggere libri, bensì compiere una sorta di addestramento: addestramento all’ascolto, che veicola all’incontro con la parte più nascosta – e più vera – di noi.

Ecco perché “guarire” significa “ricordare chi sei”.

_____________

Gli incontri (della durata di due ore ciascuno) avranno una cadenza quindicinale. Si svolgeranno “a ruota” e saranno prevalentemente di tipo esperienziale, con l’intento di acquisire veri e propri strumenti, oltre che conoscenze.
In essi verranno esposte delle vere e proprie tecniche per utilizzare la mente (ma anche il corpo) in modo funzionale, accordando quest’ultima alla nostra “volontà”, il primo elemento che dobbiamo rafforzare.

Ma è un cammino e, come tutti i cammini, inizia ora, sotto i nostri piedi.

Cosa apprenderemo?

Oltre al piacere di stare insieme (scoprendo di condividere spesso molto più di quel che crediamo) e vivere questi momenti come occasione di confronto e di scambio, impareremo i seguenti “come”:

– come porci le giuste domande
– come imparare ad ascoltarci
– come riconoscere e reintegrare le nostre paure
– come mettere in rapporto corpo-mente-emozioni e sentimenti
– come scoprire il contesto che porta a manifestare il sintomo
– come scoprire le radici di questo, che affondano nel passato e nella storia della nostra famiglia
– come rafforzare le nostre risorse.

“Bussiamo” alla porta del Significato, osiamo!
Diamo a noi stessi una “possibilità in più”!

Tutto questo non è solo speranza…
E il nostro mondo ha un bisogno incredibile di persone che facciano “un passo oltre la soglia”!

Il periodo della candelora (antica Imbolc, 1-3 febbraio) è momento propizio: la luce ritorna.
Seminiamo la nostra fertilità…

Vi aspetto,

Loredana

 
 
 
 
 

Commenti chiusi