Dal sintomo al simbolo

il Significato della malattia e non solo

presentazione della rubrica di Puoidirloqui (e di chi la scrive)

 

 

 

 

Siamo generalmente abituati a pensare che la malattia abbia una “causa”, da rintracciare in un mancato o errato funzionamento di qualche parte del nostro corpo. Oppure ad una disavventura, malauguratamente o “casualmente” accorsa nella vita. Difficilmente, invece, pensiamo che essa possa avere un “significato”.

Tutto, nella vita, ha un significato. Viviamo in una “foresta di simboli”, diceva Baudelaire.

Eppure, il passaggio “dal sintomo al simbolo” sta ancora faticosamente facendosi strada nella nostra mentalità comune, tanto che non tutti si interrogano, in presenza di un problema o di una malattia, su cosa questi vadano segnalando.. Comprensibile, viste le caratteristiche della società nella quale viviamo. Abbiamo bisogno di “risolvere” – dice un certo tipo di pensiero molto accreditato – non di porre altre questioni..

A volte è vero. Altre volte invece, soprattutto quando nella vita si reiterano fatti e problemi che sembrano solo declinare una stessa innegabile realtà, ecco che l’“interrogarsi” diviene strumento di forte ausilio alla guarigione, nonché alla crescita della propria consapevolezza.

Un’obiezione frequente: parlare di Significato della malattia, talora inquieta un po’. Forse perché il “significato” ci rimanda al futuro, a qualcosa che si presume ma di cui ancora non vi è certezza. La “causa” invece è sempre collocata nel passato (e questo già mi rassicura). E’ lì, da qualche parte… e, si dice, prima la trovo prima curo il problema e guarisco. Ma purtroppo sappiamo che non è sempre così semplice! Molte volte, non basta eliminare un sintomo per poter dire “ora sto bene”.

E’ chiaro: il sintomo porta un messaggio. Decodificarlo, è quanto ne fa il migliore alleato per camminare incontro alla guarigione. Lo dice la parola: “è sintomo di..“ In pratica dice: attenzione, c’è dell’altro!

Aprirsi a questo “altro”, a questa “eccedenza semantica” che il sintomo porta con sé, permette di scoprire non solo una modalità più “completa”, diciamo così, per accedere alla guarigione ma mi avvicina sempre più a comprendere chi sono. E questo “chi sono?”, io credo, è il vero “significato” di ogni autentica ricerca: sia quella dello scienziato nel suo laboratorio che quella del teologo, o del mistico nel laboratorio della sua coscienza. Entrambi ricercano il senso profondo dell’essere, quello che dà significato, appunto, al faticoso cammino dell’esistenza.

 

A proposito del chi sono..

Cari Amici di Puoidirloqui, vi dico chi sono e perché compaio fra queste pagine. Mi chiamo Loredana Filippi e sono Counselor e Trainer in Medicina dei Significati, che è il progetto per il quale lavoro da circa quindici anni. Vivo sotto il cielo di Milano da quando sono nata, ma per ora non mi sbilancio con le date. Lascio solo intuire che i lustri si sono velocemente moltiplicati.

Mi sono occupata per anni di Medicine complementari, sia come giornalista che come operatrice, studiando la millenaria Medicina Tradizionale Cinese che mi ha fornito il primo imput ad “allargare l’orizzonte”.

Inizialmente sono partita con l’interrogare la malattia: perché questo accade? Perché proprio a me? Poi mi sono accorta che dovevo ampliare la domanda per procedere dalla malattia alla vita: e scoprire che, tutta la pila dei nostri giorni, MAI è affidata al caso. Col tempo, sono giunta a questa conclusione: guardando secondo questa “nuova” ottica, salute e malattia, così come buona e cattiva sorte, perdono ogni esclusiva connotazione di bene o di male per farsi indici o segnali lungo la strada…

E’ stata una rivoluzione. Allora già si cominciava a diffondere l’idea che il sintomo, nel momento in cui viene compreso, può decidere di “ritirarsi” in quanto non più motivato nella sua essenza. E oggi la fisica, quantistica, scopre e dimostra tutto ciò in laboratorio! Ne parleremo…

La coscienza è la vera protagonista. E’ ciò che crea. Crea, nel mondo “esterno”, quello che ha bisogno di poter “vedere” per poter comprendere! Essa sostiene che, senza ombra di dubbio, gli unici “creatori” del nostro universo siamo noi. Siamo noi, mi spiego?? E’ una “scoperta” di importanza colossale!

Ma non finisce qui… e infatti, io dico, il significato partorisce il senso, che è “direzione”.

“L’anima si ammala perché perde il significato delle cose”: ritrovare il “significato” è dunque riscoprire il senso/direzione del mio cammino, quando questo si è perduto nelle nebbie dell’esistenza. O nella selva oscura la quale mi offre, in realtà, la possibilità di “ritrovarMI” (- mi è complemento oggetto) come qualcuno ben seppe dire, ben addestrato a camminare oltre l’apparenza.  Medicina dei Significati dunque, non è psicosomatica, ma molto di più. La rubrica infatti tratterà del significato della malattia – e si aprirà ai quesiti dei lettori! – ma non solo. Lo scopriremo…

Ognuno fa nella sua vita una ricerca: ma qualsiasi ricerca uno fa, sta cercando se stesso.

 

Loredana Filippi

settembre 2016

 


 

 

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