Ernia alla schiena e orticaria ostinata.

Cosa vogliono significarmi?

guardando il cosmo (opera di Elisa Barbierato)

 

 

L’arte diventa quella capacità primitiva

che ha l’uomo di sondare il cosmo interno ed esterno a sé.   Elisa Barbierato

 

 

 

 

 

 

La lettera di oggi: ernie alla schiena e orticaria ostinata

agosto 2010. Una giovane artista mi scrive:

“Cara Loredana, in questi anni sono andata alla ricerca dei significati dei messaggi che il mio corpo mi invia attraverso diversi disturbi ma, fino ad oggi, non ho trovato nessun maestro capace di introdurmi alla decodificazione di questo linguaggio. Ho due problemi: 4 ernie al disco (sviluppatesi nel corso degli ultimi 10 anni), e una terribile orticaria cronica, della quale soffro oramai da 3 anni. Per arrestare gli insopportabili sintomi, sono costretta ad assumere quotidianamente antistaminici. Vorrei riuscire a comprendere il messaggio del corpo, cioè cosa esso vuole comunicarmi attraverso la pelle e la schiena. Credo che questa presa di consapevolezza potrebbe essere il primo passo per trovare una soluzione efficace al problema.

 

La mia risposta:

Cara B., ti conosco quanto basta per dire che tu hai tutti gli strumenti per comprendere e per comprender-Ti. Per comprendere il tuo cammino di “significato”.

Il “maestro” di cui mi parli nella tua mail, c’è già! E ti sta dicendo, io credo, proprio questo: non “codificare” nessun linguaggio, ma “de-codificalo”, togli i codici di tutti i tipi e, semplicemente, ascoltalo. Fatti “grande orecchio”, fatti “pelle” in grado di vibrare e risuonare, come quando senti di aver concepito un nuovo quadro e qualcosa ti dice che ora devi “darlo alla luce”. Lì non pensi ai codici, ma… prendi in mano il pennello. E, magari, chiedi un aiuto a chi te ne ha fatto dono (intendi, vero?). Chi ti ha donato gli strumenti (che non sono solo i pennelli, ovviamente, ma ben altra saggezza, visto che sei studiosa di Kabbala) ti ha dato anche la possibilità di apprendere ad usarli. Dopotutto, l’artista è colui che sa “congiungere” o, meglio, ri-unire, alto-basso, dentro-fuori, e spesso “rovesciare”. Chi più di te??

Allora: posso anche darti una traccia, ma tu devi esser consapevole che questa potrebbe voler dire tutto “e anche” il suo contrario. Proprio come Kabbala insegna.

Se i sintomi persistono nel tempo, chiedono di esser compresi, come sai, ma senza dimenticare che cum-prehendo, in latino, significa “prendere dentro”, accogliere (non solo significare), quasi in un grembo e, perché no, amare. Ama i tuoi sintomi – disse qualcuno – se li ami li ascolti ed essi ti diranno che sei.. I sintomi si intensificano in gravidanza?? questa, ovviamente, non è che un “amplificatore di coscienza”, proprio per predisporre al meglio il terreno della consapevolezza. La prima cosa che si auspica che la madre insegni al proprio figlio.

Ti do alcuni spunti di riflessione. Non prenderli alla lettera, ma lascia che abbiano ad “evocare” qualcosa dentro di te.

Pelle e schiena sono, nel tuo corpo, i luoghi corporei che veicolano il messaggio alla tua consapevolezza. Ma questa non deve esser vista come finalizzata alla “efficace risoluzione del problema”. Il vero fine del “cammino” è sempre la comprensione ed eventualmente il re-indirizzamento della direzione, nel procedere della nostra vita. La guarigione sarà la “gradita conseguenza”. Questa è di certo la cosa più difficile da intendere, in una società che guarda al “frutto” di un azione, come ottenimento di ciò che “crede” essere essenziale. E spesso neppure vede che vero “frutto” non è ciò che si ottiene, ma ciò che si diventa!

La schiena, come luogo corporeo, è sempre legata passato, di cui si fa “archivio delle memorie”. Ognuna della sue vertebre, oltre ad esser collegata ad un preciso organo interno di cui riflette alcune condizioni, parla di un “tempo” preciso della mia vita; a volte anche di quella dei miei familiari. E’ una specie di porta spazio-temporale, attraverso la quale posso contattare antichissime memorie.

Anche la pelle riguarda il passato, ma in stretta connessione con il presente. Mi spiego: la nostra pelle memorizza tutto di noi, sin dalla nostra nascita. Nel ventre materno, essa registra non solo i suoni e i rumori che attraverso il liquido amniotico la raggiungono, ma anche le emozioni che la madre vive, il battito del suo cuore. Queste si chiamano “memorie del grembo” e tutti ne siamo inconsapevoli portatori.

Tuttavia, la pelle, oltre che archivio del passato, è anche “orecchio del presente”: mi segnala cosa mi irrita internamente, cosa vuol uscire allo scoperto; cosa, ora, sta cercando di affiorare alla mia coscienza perché … “non sta più nella pelle”. E risulta, guarda caso.. irritante, nel momento in cui tende alla superficie, diciamo così, della consapevolezza!

Essa è frontiera, tra dentro e fuori, tra l’io e il mondo, tra il conscio e l’inconscio. E’ strumento di contatto e, nel contempo, di protezione.

Guarda un po’ su quante cose possiamo riflettere! E se ti dicessi che, dal punto di vista energetico, la pelle è strettamente legata ad altri organi? Come i reni, essa è organo emuntore e, come i polmoni, respira. Le condizioni energetiche di questi organi – reni e polmoni – pertanto, la riguardano direttamente.

Ma veniamo all’ernia: di cosa mi parla questo problema? Ernie (in qualunque luogo corporeo si manifestino) = eccesso di “pressione” che viene dall’interno.

Per la schiena potrebbe significare “sforzi eccessivi”, carichi fisici troppo gravosi. Dal punto di vista simbolico, invece, si traduce in carico esistenziale eccessivo, che cerca (e trova) un “luogo di minor resistenza” (locus minoris resistentiae) in cui manifestarsi… Ed ecco che “qualcosa fuoriesce”, vincendo una resistenza, e conquistando nuovi spazi. Qualcosa lì dentro ci sta stretto, insomma! Lo spazio – che probabilmente si è ridotto (leggi spazio interdiscale, ma non solo) – non gli basta..

Quali vertebre sono interessate? Ogni spazio vertebrale è interessato dal rapporto con un organo e con la rispettiva funzione, psichica e fisica, che gli compete.

Altra domanda d’obbligo: 10 anni fa, cosa è successo? cosa ha provocato il primo cedimento? 3 anni fa: cosa ti rende oramai intollerabile una certa situazione? infine: cosa stai imparando, grazie a ciò cui i sintomi ti costringono?

Attenzione però: non prendere queste cose in senso letterale; è fondamentale “porsi le domande” e basta, rimanendo in “ascolto” silenzioso e lasciando lavorare l’inconscio senza pretendere di darsi, per ora, risposte… Dare alla mente lo stimolo e lasciare che questo lavori evocando (ex-voco, cioè “chiamo fuori”). Altrimenti, il rischio è quello di continuare a “camminare con una sola gamba”, mentre sappiamo che i pilastri del tempio – visto che parlo con un Kabalista –  sono due… e solo insieme possono rivelare la terza via.

L’artista lavora per la riconciliazione di Intelligenza e Saggezza (Binah e Hokmah nell’Albero della Vita); lavora per “pulire lo specchio”, affinché Malkut (la Terra, il piano esistenziale) possa ri-conoscere Ketèr (il Cielo, ove risiede il Progetto) nel suo grembo:  smascherando gli “alibi” che l’intelligenza (inferiore), o l’ego inconsapevole e impaurito, è in grado di creare per non disporsi, realmente, al suo stesso superamento-di-sé.

Un abbraccio, unito alla certezza che, Tu, sei-già, nella Tua Comprensione.

 

Loredana Filippi

 


 

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