La “ricerca” è già luce

…e l’ombra è molto preziosa.  Basta non arredare il tunnel!

luce e ricerca

 

 

 

 

Cercando fra le mail più significative, accumulate nel corso degli anni, oggi seleziono questa che, oltre ad essere a mio avviso rappresentativa di certe situazioni che spesso ci capita di vivere, offre anche un particolare aggancio al momento dell’anno che stiamo attraversando: il solstizio invernale, il periodo più “buio” di tutto il tragitto che la terra compie intorno al sole. Ma anche quello che meglio rappresenta la crisi (storica e individuale) che tutti ben conosciamo.

 

“Gentile Loredana, vorrei tanto trovare una medicina per curare la mia angoscia perenne e le mie difficoltà a relazionarmi. Il senso di vuoto e di non senso della vita che mi pervade spesso sono per me un grosso problema. Appena provo una tecnica (psicologia, pnl, eft, costellazioni familiari) sono molto entusiasta all’inizio ma dopo poco tempo sono punto-a-capo, con le stesse angosce, le stesse paure, le stesse credenze limitanti, gli stessi problemi di depressione. Mi entusiasmo facilmente per poi lasciar perdere (tanto non cambia nulla). Sto cercando un punto di riferimento, sto cercando una dritta, sto cercando qualcosa che mi dia un aiuto a capire le mie angosce da anni. Possibile che sia così difficile? Viviamo giorno per giorno, barcollando al buio totale, quando tutti raccontano che da qualche parte c’è la luce..”

Ecco la mia risposta.

 

Carissima,

non devi disarmare…

Il tuo “mi entusiasmo facilmente per poi lasciar perdere” mi dice che forse devi apprendere a danzare. Ma cosa significa “danzare”?

Per me è quasi una parola magica: non è solo volteggiar fra il cielo e la terra. E’ saper spostare, con LEGGEREZZA, tutto il peso del corpo da una gamba ad un’altra, come facciamo quando camminiamo. Non ce ne accorgiamo ma lo facciamo in continuazione: ad ogni passo, sacrifichiamo un equilibrio appena raggiunto, per conquistarne, subito dopo, un altro, che ci permette di incedere.

In altre parole, è saper lasciare i propri riferimenti per conquistare un orizzonte più grande. Molto più grande di quel che credevamo. Ma se non osiamo fare quel salto, resteremo sempre vincolati al nostro “passato”. Basta farci ipnotizzare da esso!

Danzare  diviene sinonimo della capacità di  non “identificarsi”, né in una condizione, né nell’altra. Siamo in un mondo di polarità e non è detto che le mille giravolte della vita non stiano in realtà già tracciando, al di là dell’apparenza, un percorso preciso, con tanto di direzione. Forse – in realtà ne sono convinta – dobbiamo solo imparare a leggerlo.

E’ ciò che dobbiamo fare: noi siamo esseri chiamati a danzare… poiché l’uomo è DOPPIO (due gambe, due occhi e, persino, forse non ci crederai, due nasi e due cuori. A te svelare il koan).

La cosa importante da apprendere, dunque, sta nel non identificarsi in alcuna delle due metà, mi spiego? Passiamo una vita a cercare di riconoscerci in questo o in quello… E così continuiamo ad “arredare tunnel” scambiando per “casa” ciò che è solo un luogo di passaggio!

Il nostro mondo poi tende a patologizzare tutto quanto… se non sei sempre in forma, sempre giovane e con occhiali alla moda, sembra quasi che tu non abbia il diritto a vivere. Terribile, eppure è così.

Vuoi non esser “depresso”? Ma lasciatemi la mia depressione per favore! Ci tengo.. Se non avessi almeno qualche problemino in un mondo di questo tipo (patologico, il vero malato è lui!) rischierei di convincermi del contrario.  Malato in un mondo malato?? Nooo: diverso! In un mondo impossibile. Sano, forse.. almeno finché non mi convincono a “normalizzarmi” a quello!

Ma perché non ci permettono di legittimare l’ombra, il momento di buio – che tutti incontriamo? Non lo fa anche la terra tutti gli anni, nella sua “danza” intorno al sole? Affronta il buio e, nel suo cuore vi scopre la luce. Nel momento più buio, il sole ritorna. E infatti gli antichi chiamavano il Natale di oggi natalis solis invicti, il natale (la rinascita) del sole, mai sconfitto.

E’ lì che nasce la vita! E’ nel buio, quando ti ritiri nel buio della tua cameretta e cominci a pensare.. Strana attività!

Bé, è chiaro. Serve al sistema.

La cosa peggiore per chi governa, è che i propri sudditi siano felici.. O quantomeno disattenti alle cose che contano.

Forse dobbiamo proprio ricordarci della danza! Che significa “danzare fra gli opposti”, non irrigidirsi in uno di essi.. Luce e buio, buio e luce fanno il giorno sulla terra! Il “buio”, a volte è necessario.  Il germoglio che sta preparandosi a nascere, ha bisogno del buio; e se gli getti luce anzitempo, muore.

“All’inizio è il buio” dicevano gli antichi filosofi. Ogni NASCITA, INIZIA NEL BUIO, come ogni cammino di iniziazione.

Ma ricordiamoci di non “arredare il tunnel”!

Normale che un essere in crescita  viva questa “angoscia da mancanza di casa”… E’ un segno del Cammino. Colui che è in Cammino legittima il suo esilio, il suo sentirsi straniero sulla terra. Percepisce una “terra promessa”, ma al momento ancora non la vede… 
La trappola qual è? Credere che tutto sia inutile, che sia un gioco perverso ai nostri danni. Che non esista via d’uscita! Sbagliato. La via esiste sempre, anche se spesso alberga altrove, ad un altro livello di coscienza. Inutile cercare soltanto entro il perimetro della propria cameretta.

Puoi provare tutte le pratiche che la vita ti offre, ma ricorda: queste funzioneranno solo quando saranno accompagnate da un cammino di consapevolezza. Poiché sei sempre TU il fulcro del tuo cambiamento, e MAI (o “mai solo”) le tecniche, i rimedi di qualunque natura, convenzionali o meno, bisturi o canto sciamanico che sia.

Un caro saluto e augurio, e non dimenticare che la ricerca è già luce

Loredana

 


 

Commenti chiusi